Ecco a voi il tesoro da sempre nascosto di Formia: La villa di Cicerone.
Sono molti gli studiosi che concordano che l'attuale villa Rubino, sita in Formia presso Vindicio, altro non è che l'antico "Formianum", nota villa di Cicerone.
Questa che dovrebbe essere il gioiello archeologico della città, è vergognosamente in mani private, e da anni le vari amministrazioni sbandierano l'opportunità e la possibilità di acquisirla a patrimonio pubblico.
Pochi sanno che oltre ad essere villa di Cicerone, questa residenza sia stata nel tempo in mano ad illustri del passato. Ricordiamo prima il Principe di Capossele, il molo da cui si accede alla parte storica della villa, porta infatti il suo nome. Altro grande del passato fu Re Ferdinando II delle sue Sicilie, che acquistò la villa come residenza privata. Questi affidò il restauro della villa al formiano Pacquale Mattej. E' grazie all'opera lungimirante del Mattej ed all'impegno di SAR RE Ferdinando II se ancora si conservano i resti romani della villa. Re Ferdinando II fece molto altro per Formia oltre la residenza reale, acquistò un nuovo municipio per la riunificata Formia ( allora Mola di Gaeta e Castellone) e restaurò la chiesa di Santa Teresa. Molto presto sia Formia che il resto d'Italia dimenticherà questo illuminato sovrano, con l'avvento dell'unità d'Italia.
Riportiamo alcuni appunti che parlano di questa splendida residenza romana.
Daniele Iadicicco
Il più illustre proprietario di una villa a Formia fu Cicerone; in varie lettere scritte ad Attico, il suo più assiduo corrispondente, si trova citato più volte il Formianum, luogo prediletto da Cicerone; da qui segue i fatti politici a Roma al tempo della guerra civile; qui lo raggiungono la moglie Terenzia e la figlia Tullia, nei pressi della sua villa trova la morte per mano dei sicari di Antonio. Forse si può identificare la proprietà di Cicerone in alcuni ruderi di una basis villæ con fronte a nicchie sul litorale di Vindicio, in corrispondenza della cosiddetta Tomba di Cicerone.
Le fonti letterarie indicano il Formianum nella parte costiera occidentale del territorio di Formia al confine con quello di Gaeta, nel punto in cui si allarga la piana di Pontone. Cicerone stesso scrive ad Attico (1,4): “Le statue che mi hai inviato in passato non le ho ancora viste, sono nel Formiano dove io penso di recarmi al più presto. Le porterò tutte nel Tuscolano e se avrò più possibilità ornerò la villa di Gaeta.” Evidentemente Cicerone chiama la villa sia Formiano che di Gaeta.
E Livio (10, 4,1): “E da Formia, il tempio di Apollo di Gaeta benedetto dal Cielo”. Anche Plutarco, nella Vita di Cicerone, (II, 47) dice: “La villa, piacevole per il tepore estivo in quanto esposta a gradevoli venti, ha un piccolo tempio di Apollo sopra il mare”. Cicerone parla dei suoi vicini: “Io qui non ho una villa, ma una basilica a causa della frequenza dei Formiani. Caio Arrio è vicinissimo e non vuol saperne di andare a Roma per stare qui con me a filosofare tutti i giorni. E dall’altra parte Sebosio, quello amico di Catulo.” (Ad Att. II,14). E ancora: “È arrivato nel Formiano il pretore Caio Sosio per cercare Manio Lepido, nostro vicino” (Ad Att. VIII, 6).
Nel 1754 Erasmo Gesualdo da Gaeta sosteneva che il Formianum si trovasse sul tratto della Via Appia tra Castellone (Formia) e Gaeta, presso il colle Acervara, davanti alla tradizionale Tomba di Cicerone. Un’iscrizione, ACERBA ARA, secondo il Gesualdo, si riferisce al nome del luogo dove trovò la morte Cicerone. A completare le informazioni sulle ville nel nostro territorio vanno ricordati i recenti scavi sulla Via Vitruvio che hanno portato alla luce i resti di un edificio i cui vani, presumibilmente, si connettono al complesso dei criptoportici che costituivano la basis villæ di una ricca dimora con piscina affacciata sul mare e ubicata al di sotto di Piazza della Vittoria.
da liceoformia.it
I resti, attribuiti alla residenza dell'oratore, si stendono sotto villa Rubino: la compongono vari ambienti rettangolari a nord e un settore residenziale a est, organizzato su tre terrazze; al centro sono due ninfei di età repubblicana. È la testimonianza meglio visibile della romana Formiae, che era dotata di un impianto termale presso piazza della Vittoria, di una peschiera in corrispondenza della Villa comunale, e di un teatro, in parte fungente da appoggio per le abitazioni soprastanti. I materiali rinvenuti sono parzialmente esposti nell'Museo archologico nazionale sottostante al Municipio, dove spiccano un gruppo acefalo di Leda col cigno, una statua di Ares e una ricca documentazione epigrafica sulla gens Vitruvia.
da touringclub.it
Nel 1861, nelle sale di Villa Rubino, Piemontesi e Napoletani firmarono l'armistizio che pose fine all'assedio della vicina Gaeta dove Francesco II di Borbone si era asserragliato dopo la battaglia di Volturno con gli ultimi seguaci.
Pochi giorni dopo questi, congedati i soldati, lasciava la rocca e partiva per l'esilio: il Regno delle due Sicilie aveva cessato di esistere.
da paesionline.it












